Lettori fissi

Pubblicato 15/01/2012

mercoledì 19 giugno 2013

Brasil: Il mondo è affascinato da " IL RISVEGLIO DEL GIGANTE!"



Uno dei migliori testi sul momento che sta vivendo il Brasile. Di Juan Arias, per il quotidiano spagnolo El País:

sta causando stupore, all'interno e all'esterno del paese, questa crisi nata improvvisamente in Brasile a causa di proteste sociali, prima nelle aree ricche di San Paolo e Rio, e ora si estende su tutto il paese e includi i brasiliani che vivono nel exterior.

Fino adesso ci sono più domande che risposte, per capire cosa sta succedendo. C'è solo un certo consenso sul fatto che il Brasile, invidiato ormai a livello internazionale, vive una sorta di schizofrenia o di paradosso che deve ancora essere analizzato e explicado.

Iniziamo con alcune di queste domande:

Perché solo ora emerge questo movimento sociale come ad altri che sono già stati e continua accadere in altri paesi del mondo, quando per dieci anni, il Brasile ha vissuto come se anestetizzato dal suo successo, applaudito e condiviso a livello globale? Il Brasile sta peggio di dieci anni fa? No, esta meglio. Almeno è più ricco, ha meno poveri e si moltiplicano i milionari. E 'più democratico e meno desigual.

Como si giustifica allora che la presidente Dilma Rousseff con l'approvazione popolare di un 75% - un record che ha superato il popolare Lula da Silva - possa essere fischiata ripetutamente in una apertura della Confederations Cup in Brasilia per quasi 80.000 mil spettatori borghesi che potevano darsi il luso di permettersi di acquistare un biglieto che potrebbe costare fino a $ 400?

Perché andare a protestare contro l'aumento dei prezzi dei trasporti pubblici giovani che normalmente non utilizzano questi mezzi, perché hanno già l'auto, cosa impensabile dieci anni fa?

Perchè protestano gli studenti provenienti da famiglie che fino a poco tempo fa non si sarebbe mai sognato di vedere i loro figli fare un passo in università?

Perché applaudono i manifestanti della clase C, provenienti da povertà e che per la prima volta nella sua vita hanno potuto comprare un frigorifero, una lavatrice, un televisore e anche una moto o una macchina usata?

Perché il Brasile, sempre fiero del suo calcio, ora sembra essere contro il Mondiale, arrivando a offuscar l'apertura della Confederations Cup con una manifestazione che ha provocato lesioni, arresti e paura tra la folla che è andava allo stadio?.

Perché si verificano proteste, inclusa violenta, in un paese invidiato anche da Europa e Stati Uniti per il suo tasso di disoccupazione quasi pari a zero?

Perché si protesta nelle favele, quartieri poveri dove i suoi abitanti avevano raddoppiato il suo reddito e riacquistato la pace che una volta è stato rubato dal traffico di droga?

Perché improvvisamente sono sul sentiero di guerra Indiani che hanno già un 13% del territorio nazionale e che hanno sempre appoggio Suprema alle loro rendificazione?

Saràno cosi ingrati i brasiliani?

Le risposte a tutte queste domande che si fanno oggi in tanti, a partire dai politici, una sorta di perplessità e stupore, potrebbe essere riassunto in maniera molto simples.

Em In primo luogo, si può dire che, paradossalmente, è colpa di coloro che hanno dato ai poveri un minimo di dignità: un reddito non miserabile, la possibilità di avere un conto in banca e l'accesso al credito al fine di acquisire quello che è sempre stato un sogno per loro (gli elettrodomestici, una bicicletta o una macchina).

Forse il paradosso è dovuto a questo: dopo aver messo i figli dei poveri a scuola, i cui genitori e nonni non hanno potuto frequentar, permettendo ai giovani, tutti bianchi, afro descendenti, indigeni, poveri o no, frequentare l'università: Nel dare a tutti sanita gratuita, di aver liberato i brasiliani il complesso di inferiorità; di aver raggiunto tutto ciò che ha trasformato il Brasile in soli 20 anni in un paese di primo mondo.

I poveri che sono arrivati alla nuova classe media hanno capito questo salto di qualità nella sfera del consumo e ora vogliono di più. Vogliono, per esempio, un servizio pubblico di primo mondo che oggi non esisti, vogliono una scuola con una formazione di qualità, che non esiste, vogliono una università che non è politicizzata,ideologizzata burocratica. La vogliano moderna, viva, per preparare i loro figli per il futuri lavoro.

Vogliono ospedale con dignità, senza mesi di attesa, senza code disumane, dove vengono trattati come persone. Non voglio che 25 neonati non moiano in 15 giorni in un ospedale a Belém do Pará.

E soprattutto vogliano quello che ancora sentono che manca politicamente: una democrazia più matura, dove la polizia non segua atuando come all'epoca della dittatura; vogliono partiti che non siano, secondo lo stesso Lula, 'un business' per arricchire se stessi, vogliono una democrazia in cui ci sia un'opposizione in grado di vigilar il poder.

Vogiono politici con minore onere della corruzione, vogliono meno gasti nelle opere che considerano inutile, quando ancora oggi otto milioni di famiglie non anno alloggi; vogliono una giustizia con meno impunità; vogliono una società meno abissale nelle loro differenze sociali. Vuoi vedere in galera i politici corruptos.

Vogliano l'impossibile? No. A differenza dei movimenti di 1968, che volevano cambiare il mondo, i brasiliani, insoddisfatti dei risultati attuali, vogliono servizi pubblici come quelli del primo mondo. Vogliano un Brasile migliore. Solo questo.

Vogliano solo quello che gli hanno insegnato a desiderare, solo ciò che vogliono essere più felice o meno infelice di quanto non fossero in passado.

Escutei alcune persone dicendo: 'Che cosa vogliono di più queste persone?' La questione mi ricorda alcune famiglie che, secondo loro, dopo che hanno dato tutto ai loro figli, che, alla fine, si sono ribellati los stesso.

I genitori si dimenticano che a questo " tutto" e mancato qualcosa che è essenziale per un giovane: attenzione, preoccupazione per quello che vogliono è non così spesso per quello che viene offerto a lui. Hanno bisogno di essere seguiti , vogliono imparare a essere se stessi, essere protagonisti.

I giovane brasiliani, che è cresciuto ed è diventato consapevole non solo di quello che già hanno, ma anche quello che possono raggiungere, manca giustamente che permettono loro di essere protagonisti della loro storia, ancora di più ora che hanno dimostrato di essere estremamente criativi.

Che proseguono avanti, anzi senza violenza, perché la violenza ha lasciato questo meraviglioso paese che ha sempre preferito la pace alla guerra. E non fatevi convincere da politici opportunisti, che approfitteranno della protesta per svuotare la legittimità del suo conteúdo.

Em un manifesto di ieri, si legge: 'Paese muto, è un paese che non cambia.' e i oltre diretto alla polizia: 'Non sparate contro i miei sogni.' Qualcuno può negare un giovani il diritto di sognare?


Fonte:http://blogjornalsinaculo.blogspot.it/2013/06/o-mundo-se-encantou-com-o-despertar-do.html

Il giganti si e svegliato.

Il Brasile dopo molto tempo scendi nelle strade per manifestare non solo per i 0,20 centesimi, che la stampa mondiale continuano a vomitare. Ma sopratutto perchè Siamo stanchi dell’impunità, della corruzione, della mancanza di salute, di istruzione, contro la violenza, la corruzione e di questa classe politica che non rappresenta più nessuno, per un Paese meno diseguale. A tutti quelle che non vedono l’ora di andare li in Brasile a seguir la coppa di 2014 … Noi brasiliani stiamo cagando per questo cazzo!! di calcio, ok. Trovo straordinario tutto questo che sta succedendo, sembra quasi un sogno. Il giganti si e svegliato.









Sai qual è la soluzione per curare gay?

Sai qual è la soluzione per curare gay? una sanità pubblica con livelli di qualità !QUESTO guarisce gay, guarisce heterosexual, guarisce transessuale,guarisce i neri , bianchi. Guarisce tutti.

Questa è l'eredità dell'amministrazione Dilma (PT) per i diritti umani in brasile.

Eco un'altra perla che arriva dal Brasile, la banda di fondamentalista religiosi comandata dal pastor e deputato Marco Feliciano approvano il progetto CHR che promuove la 'cura gay'. Questo è il risultato di un governo che fa accordi con i fondamentalisti religiosi. Questa è l'eredità dell'amministrazione Dilma per i diritti umani.

Sotto la guida del deputato Marco Feliciano (PSC-SP), la Commissione dei Diritti Umani della Camera ha approvato Martedì (18) progetto che permette ai psicologi a promuovere cure al fine di curare l'omosessualità.

La proposta, nota come 'cura gay', deve ancora passare per altre due comitati della Camera: la sicurezza sociale e la Costituzione e la Giustizia. Se approvata da entrambi, si va al plenario della camera.

La proposta adottata oggi annulla anche l'articolo della risoluzione che afferma che 'gli psicologi non si pronunciano né parteciparono con dichiarazioni pubbliche, nei mezzi di comunicazione di massa, al fine di rafforzare i pregiudizi sociali esistenti nei confronti degli omosessuali come portatore di disturbo psichiatrico '.
Il voto è una vittoria per la panchina fondamentalista evangelica, che da anni cercano di approvare leggi di filo omofobi.

Feliciano è fortemente criticato dalle organizzazioni per i diritti umani per le sue dichiarazioni considerate omofobiche e razziste. Mentre era in corso il dibattito, fuori dalla Camera si sono radunate un centinaio di persone che hanno esposto uno striscione dove c'era scritto: "Non si può curare quello che non è una malattia". Il Paese sudamericano sembra schizofrenico su questo argomento: il 14 maggio il Consiglio nazionale di giustizia ha autorizzato, infatti, le unioni tra lo stesso sesso. Nonostante ciò, in Brasile si registra in media l'uccisione di un gay ogni due giorni e gli episodi di omofobia sono molto frequenti.

L'omosessualità non è una malattia mentale

Il Consiglio federale di Psicologia semplicemente segui le regole della OMS - Organizzazione mondiale della sanità - le Nazioni Unite, nel 1974 l’omosessualità venne cancellata dal Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM) pubblicato dall'American Psychiatric Association (APA). Nella prima versione del 1952 risultava condizione psicopatologica tra i “Disturbi sociopatici di Personalità”, nel 1968 rientrò nelle deviazioni sessuali, come la pedofilia, trovando posto tra i “Disturbi Mentali non Psicotici”, nel 1974 venne rimossa ma spuntò l’”omosessualità egodistonica”, ovvero quella condizione in cui una persona omosessuale non accetta il proprio orientamento sessuale e non lo vive con serenità. Anche questa voce sparirà dal Dsm nel 1987 ed effettivamente dal 1990 anche l’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) depennerà l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali definendola "una variante naturale del comportamento sessuale umano".

Questa è l'eredità dell'amministrazione Dilma (PT) per i diritti umani.

E per questo e tutte le altri Assurdità, che la gente oggi in Brasile protesta.

http://www1.folha.uol.com.br/poder/2013/06/1296984-dilma-encontrara-com-lula-em-sp-para-discutir-protestos-pelo-pais.shtml

venerdì 31 maggio 2013

Articolo 29, il sito dei diritti delle persone omosessuali e transessuali

Articolo29 è un portale giuridico sulla questione dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere, curato da un gruppo di giuristi impegnati su questi temi. L’obiettivo del portale è duplice:


1) Fornire un quadro completo della produzione giurisprudenziale e dottrinale sulla questione dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere, sui diritti delle persone omosessuali, transessuali ecc. sulla tutela delle coppie e sull’omogenitorialità, sulla discriminazione nei luoghi di lavoro e sulle questioni di diritto penale, sulle procedure per l’affermazione dell’identità di genere e sulla tutela della persona, sulla questione del matrimonio tra persone dello stesso e sui risvolti di diritto costituzionale, internazionale privato, dell’unione europea, comparato ecc… attraverso un archivio ragionato ed aggiornato della giurisprudenza e della dottrina. Il portale si prefigge inoltre di dare un quadro completo della normativa, seguendone gli sviluppi, con particolare attenzione anche alle proposte di legge ed agli iter parlamentari. Il portale vuole raggiungere anche i/le cittadini/e privi di specifica competenza giuridica, consentendo di avere un’idea del dibattito giuridico in corso.

2) Il portale ha inoltre lo scopo di fornire agli operatori del settore – avvocati, giudici, amministratori… – un quadro completo delle regole giuridiche già enucleate dalla giurisprudenza, dalle autorità amministrative o dalla contrattazione collettiva, ricostruendo una sorta di codice dei diritti lgbt già affermati. Anche in questo caso, attraverso un’apposita interfaccia, il portale si rivolge anche al comune cittadino privo di conoscenze giuridiche, con l’obiettivo di fornire informazioni utili e spiegare i diritti già riconosciuti (“il codice lgbt in pillole”). Obiettivi del portale sono la completezza e l’obiettività, con l’ambizione di divenire un affidabile punto di riferimento per un’adeguata conoscenza giuridica della materia.
Visita il sito e iscriviti così da rimanere aggiornato su questi temi (l’iscrizione è gratuita e anonima; verranno inviate e-mail in numero assolutamente limitato e senza spam; è sempre possibile cancellarsi).

www.articolo29.it

Campagna di sensibilizzazione Transgender, lanciata in Malesia (video)

Questa campagna video didattico è stato appositamente progettato per aumentare la consapevolezza per quanto riguarda la comunità trans *, nella speranza di favorire la comprensione e promuovere la tolleranza e l'accettazione di questa società verso le persone trans e successivamente colmare il divario tra la comunità * trans e la società
.


attivisti in Malesia hanno lanciato la prima campagna di sensibilizzazione con i transessuali in forma di video su YouTube. Sotto il titolo 'I Am You: I Am A Picture Of You '(' Io sono te: io sono una tua foto'), 11 uomini e donne transessuali leggono una poesia di Mitch Yusof, malese attivista trans.

Scritto sul loro sito web: 'Come sempre è la disinformazione a propagare odio contro la comunità transgender, riteniamo che sia importante per correggere queste informazioni nella speranza di favorire la comprensione e promuovere la tolleranza e l'accettazione di questa società verso le persone trans. Questa campagna educativa è stato progettato specificamente per aumentare la consapevolezza della comunità trans e, di conseguenza, ridurre il divario tra la comunità e la società '.

Collegato a questa iniziativa, 'Giustizia per Sorelle' c'e una campagna di base organizzata per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle questioni relative alla violenza e persecuzione contro la comunità (transgender), in Malesia. La campagna mira anche a raccogliere fondi per finanziare le cause  depositate contro le persone transgender accusati nei tribunali islamici.


Oggi, la legge penale islamica proibisce uomini musulmani che si vestono o si comportano come le donne, che impediscono alle donne musulmane la loro transizione transessuale legale o che possono cambiare il loro nomi. L'anno scorso, almeno 13 donne transgender sono stati attaccati a Kuantan, in stato di Pahang, secondo un rapporto dai media locali.

Fonte:http://www.inoutpost.com/blogs/corresponsal-lgbt-japon-asia/campana-de-sensibilizacion-transexual-lanzada-en-malasia-video-20130529144954.html

SheZow: il supereroe transgender protagonista di un cartone animato (FOTO,VIDEO)

Quando nel 1940 l’orfano Billy Batson pronunciava la parola magica “Shazam!” – da allora entrata nel gergo – un fulmine cadeva dal cielo trasformandolo da semplice ragazzino in adulto supereroe, con poteri tali da rivaleggiare, sulla carta e nelle vendite del fumetto, con Superman.

Da sabato invece sugli schermi americani, nella serie a cartoni australiano-canadese “SheZow” – si pronuncia in maniera simile – il dodicenne Guy Hamdon, grazie a un anello e a un’altra parola magica (“You-go-girl!”, cioè “Vai, ragazza!”), indosserà i panni di una supereroina. Con tanto di gonna, capelli lunghi, stivali al ginocchio con tacchi, calzamaglia leopardata rosa e corsetto.

La novità non è – in assoluto – che un cartone animato metta in scena la fluidità dell’identità sessuale agli occhi di un pubblico di bambini. Anche Matt Groening sfiora il tema del travestitismo diverse volte nelle sue opere. Nei Simpsons ad esempio, l’amico di Bart, Milhouse, di tanto in tanto mostra questo aspetto di sé (e in alcuni casi lo stesso Bart).

In Futurama, invece, è Bender – robot fumatore, bevitore e donnaiolo – a manifestare il suo lato più gentile, con parrucca bionda e tutù, e l’appropriato nome di battaglia “Gender Bender”. Ma in entrambi i casi il riferimento è relativamente fugace. In Giappone d’altra parte il cartone “Ranma ½” è dal 1989 (sugli schermi italiani nel ’95) che racconta la storia di ragazzi che diventano ragazze (e panda).

Quindi la novità, ovviamente, saranno le reazioni dei telespettatori americani del canale via cavo per bambini The Hub (il target è dai due agli undici anni). E in questo caso dei rispettivi genitori.

Fonte:http://www.huffingtonpost.it/2013/05/30/nel-cartone-animato-il-supereroe-e-un-transgender-shezow-sbarca-in-america_n_3358195.html?utm_hp_ref=italy

mercoledì 29 maggio 2013

Bruno Boileau e Vincent Autin hanno pronunciato il loro sì nelle prime nozze gay celebrate in Francia, nel municipio di Montpellier.



PARIGI - Il primo "sì" gay della storia di Francia è stato pronunciato. Bruno Boileau e Vincent Autin si sono sposati davanti a 500 invitati nel municipio di Montpellier, uniti in matrimonio dal sindaco socialista, Helene Mandroux. La cerimonia si è conclusa con lungo bacio sulle note di 'Love and Marriage' e la voce di Frank Sinatra. Poi Boileau ha sventolato davanti alle telecamere il certificato di matrimonio ricevuto dal sindaco.

"Se una legge non può costringere ad amarci, può però evitare che ci uccidano", ha detto Autin nel suo discorso, dopo le nozze. Poi si è commosso ringraziando la madre e annunciando pubblicamente: "Da oggi ci chiameremo Vincent e Bruno Boileau-Autin".

Autin, 40 anni, e Boileau, 30 anni, vivono insieme da sette anni. Il loro matrimonio, seguito da circa 200 giornalisti provenienti da una ventina di paesi, è il primo ufficiale celebrato nel Paese dopo l'approvazione della legge Taubira e riscrive la storia francese. "Abbiamo compiuto il primo passo verso la modernizzazione e il futuro del nostro Paese", ha detto il sindaco Mandroux.



Racconta il sito del quotidiano Le Figaro.

Addio a Franca Rame, donna coraggiosa, capace di affrontare le dure battaglie della vita con determinazione, fierezza e grandissima dignità.

Aveva 84 anni. Si è spenta stamattina a Milano nella casa in cui viveva con il marito Dario Fo

giovedì 16 maggio 2013

17 maggio: giornata internazionale contro l’omo-transfobia.

L’ONU ha un messaggio per tutte le persone LGBT del mondo: “VOI NON SIETE SOLI! I diritti LGBT sono diritti umani.”

Venerdì 17 maggio ricorre la nona Giornata Internazionale contro l’omofobia e la transfobia ((International Day Against Homophobia and Transphobia, IDAHO nell'acronimo inglese) che si celebra in tutto il mondo per affermare, attraverso azioni pubbliche, l’impegno di tutte e tutti contro ogni forma di violenza nei confronti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e transgender.

Ideata dallo scrittore Louis-Georges Tin, la prima Giornata Internazionale contro l'omofobia e la transfobia ha avuto luogo il 17 maggio 2005, a 15 anni dalla storica data del 17 maggio 1990 in cui l'omosessualità venne rimossa dalla lista delle malattie mentali da parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Questa data è stata riconosciuta dall’Unione Europea con la Risoluzione del Parlamento Europeo del 26 aprile 2007, che ha indetto il 17 maggio di ogni anno, nel territorio di tutti gli stati membri dell’Unione, la Giornata Internazionale contro l’omofobia e la transfobia.



17 maggio: al via campagna nazionale contro l’omo-transfobia, iniziative in tutta Italia.

 http://www.arcigay.it/40933/17-maggio-al-via-campagna-nazionale-contro-l%E2%80%99omo-transfobia-iniziative-in-tutta-italia/

giovedì 9 maggio 2013

Elezioni in Pakistan: la prima volta dei candidati transgender

Islamabad - Sono solo sette, su 23mila, i candidati transgender alle elezioni parlamentari che si terranno l’11 maggio in Pakistan. Una rappresentanza esigua dei circa 500mila 'eunuchi' pakistani che ha però la forza di una rivoluzione nel sistema politico pakistano. Perché è la prima volta che, come indipendenti, si presentano alle urne i rappresentanti di omosessuali, transessuali, travestiti, ermafroditi, uomini castrati. Eunuchi, appunto, che secondo la tradizione pakistana vengono chiamati a ballare ai matrimoni o alle celebrazioni per la nascita di un figlio secondo la credenza che chi è nato sfortunato porterà fortuna. E che ora vedranno i loro nomi nelle liste dei candidati a Karachi, Jehlum, Gujrat e Sargodha, come spiega Almas Boby, presidente della Pakistan Shemale Foundation che difende la comunità transgender pakistana. «Se riusciremo a entrare in Parlamento avremo un trattamento migliore nella società», ha detto.

Ma le chance di essere eletti sono limitate, visto che la maggior parte dei candidati ha risorse finanziarie limitate e la loro campagna elettorale si svolge porta a porta, afferma Boby. Riconosciuti nel 2011 dalla Corte suprema come “terzo sesso”, con tanto di carte d’identità ad hoc e con il riconoscimento del diritto al voto, quella dei transgender è una battaglia a tutela dei diritti umani e contro la violenza. A portarla avanti sono proprio loro, spesso trattati come oggetti sessuali e vittime di abusi, anche da parte degli stessi familiari, spesso impuniti. Costretti ad abbandonare presto la casa paterna e a trovare un modo per guadagnare i soldi necessari a sopravvivere, spesso prostituendosi.

«La gente non crede che possiamo essere corrotti perché non abbiamo né figli, né famiglia - dichiara la candidata indipendente a Sukkur, Sanam Faqeer, contattata da ‘Express Tribune’ - Non abbiamo bisogno di rubare soldi come fanno altri politici per costruirci ville per le nostre generazioni future». «Il mio obiettivo è dare giustizia ai poveri, benessere agli anziani, promuovere la meritocrazia e cancellare la disoccupazione. Una volta eletta, renderò la mia città più pulita e metterò fine al traffico caotico», afferma Faqeer, nata nel 1975 come Essa Gul, da sempre nel mirino dei suoi fratelli per i suoi atteggiamenti effimeri. A 15 anni, alla morte del padre, è stata allontanata da casa e affidata a un esponente di spicco della comunità transgender. Da qui il cambio di nome, la decisione di farsi crescere i capelli, di indossare abiti femminili e di lavorare come prostituta. Nel 2009 ha fondato una struttura per gli eunuchi anziani. Oggi la sua casa è trasformata in un istituto che offre ai transgender la possibilità di usare il computer e la prospettiva di un lavoro più rispettabile.

A farle eco è Resham, che nel Gujrat, al confine con l’India, tenta l’impossibile: sfidare il premier uscente e l’ex ministro della Difesa per un seggio in Parlamento in quello che definisce «un jihad per candidarmi». «I principali partiti politici non hanno ascoltato i problemi della gente», dice mentre conduce la sua campagna contro la povertà e l’inflazione galoppante. «Sono sicura di ottenere oltre 60mila voti», dice Resham, che sostiene di avere l’appoggio delle «donne che sono stufe dei pezzi grossi della politica. Mi hanno chiesto si sconfiggerli». Lo stesso vale per Bindiya Rana, candidata transgender, che quando va a presentarsi porta a porta nei bassifondi di Karachi trova gente che ascolta il suo programma piuttosto che guardare alla sua identità sessuale. Un programma mirato a combattere i reati di strada e le interruzioni di elettricità. «Se vinco, darò voce ai transgender, spesso vittime e umiliate», dice infine Lubna Lal, candidata per l’assemblea provinciaale di Jehlum nel Punjab.

Fonte:http://www.corrierenazionale.it/home/esteri/2013/05/08/news/97536-Elezioni-in-Pakistan-la-prima-volta-dei-candidati-transgender

Doppio libretto agli studenti trans


Padova, via libera dal Senato accademico: il Bo riconosce il cambio di sesso

PADOVA — È ufficiale: dall’anno prossimo, gli studenti padovani che decideranno di cambiare sesso potranno chiedere un «doppio libretto» , per sostenere gli appelli d’esame con la loro nuova identità. Lo ha deciso nella sera del 6 maggio il Senato accademico del Bo, che ha approvato la proposta di delibera sulla tutela degli studenti «in caso di rettificazione di attribuzione del sesso». La delibera è stata presentata dal prorettore per la condizione studentesca e il diritto allo studio Guido Scutari, e approvata con il solo voto contrario dei rappresentanti di Ateneo Studenti, vicini a Cl. Il provvedimento, richiesto con una lettera al rettore Giuseppe Zaccaria dall’associazione Lgbti Antéros, vuole agevolare la vita accademica degli studenti transgender, e a risolvere i loro problemi di privacy dovuti al cambio di nome. In pratica, gli studenti avranno una carriera «alias» e potranno impiegare una nuova identità, prima ancora che il processo di transizione sessuale venga completato e riconosciuto dall’anagrafe.

Oltre al doppio libretto (e al doppio badge), dal 2013/14 gli studenti trans avranno a disposizione anche un docente tutor, che seguirà il loro percorso accademico valutando pro e contro del nuovo provvedimento, e un referente della segreteria studenti, che gestirà le pratiche del caso. Il Bo segue dunque l’esempio del Politecnico di Torino, dell’università della Mole e di Bologna, dove il «doppio libretto» è già realtà da alcuni anni. Negli scorsi mesi, il dibattito attorno all’argomento aveva generato reazioni contrastanti. A gennaio, il prorettore Scutari aveva espresso la propria perplessità sull’introduzione del doppio libretto, dicendo che avrebbe preferito valutare «caso per caso»; a marzo, il rettore Giuseppe Zaccaria aveva preferito rinviare il dibattito, per approfondire la questione con lo staff legale del Bo.

Colpo di scena, invece, per quanto riguarda la riduzione del numero di appelli, che almeno per adesso resteranno 5 in tutte le Scuole di Ateneo. La proposta di delibera (contestata dagli esponenti di Studenti per-Udu, che durante la seduta hanno esposto un «papiro» con più di mille firme nel Cortile nuovo del Bo) è stata rimandata per mancanza di motivazioni didattiche, e per un errore procedurale da parte delle Scuole di Scienze ed Economia, che avrebbero presentato la domanda al Senato bypassando i consigli di dipartimento interessati. Un vizio di forma che ha «compattato» studenti e professori, e che ha messo in salvo i 5 appelli d’esame introdotti dal nuovo regolamento di Ateneo. Almeno fino alla prossima riunione del Senato.

Alessandro Macciò
07 maggio 2013 (modifica il 08 maggio 2013)
Fonte:http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2013/7-maggio-2013/bo-riconosce-cambio-sesso--2121014065280.shtml

La questione LGBT nei media



Una passeggiata attraverso la questione gay nel mondo dei media: come vengono raccontate le storie di ordinaria discriminazione, la transfobia, l'assenza di diritti civili o i drammi del bullismo omofobico? E come il racconto di queste storie influenza l'opinione pubblica e la politica? Con l'aiuto dei nostri speaker dialogheremo di come il giornalismo italiano affronta le tematiche gay, lesbiche e trans e delle differenze con il resto d'Europa.

Cristiana Alicata
attivista e scrittrice

Benjamin Cohen
fondatore pinknews.co.uk

Marco Pasqua
L'Huffington Post

Pasquale Quaranta
giornalista e attivista

Delia Vaccarello
giornalista e scrittrice

L'attrazione per i trans è nella natura dell’uomo moderno

La rubrica su OK di Umberto Veronesi.


 Il fenomeno dei travestiti è sempre più insistentemente sotto i nostri occhi e si rivela ormai come una realtà con radici ramificate nella nostra società.
La transessualità non ci deve inquietare, perché biologicamente potrebbe trattarsi non di una deviazione, ma semmai di un ritorno alle origini. Basti ricordare il mito dell'Ermafrodito.
Se ci pensiamo bene, dal punto di vista biologico potremmo essere tutti degli ermafroditi: i maschi hanno le mammelle (che possono in alcuni casi anche ammalarsi) e la loro prostata potrebbe essere considerata l'equivalente dell'utero.
In fondo, nasciamo con ormoni femminili e maschili e, per un certo periodo dello sviluppo embrionale, abbiamo delle gonadi che possono svilupparsi in senso femminile o maschile.

Poi nell'evoluzione umana si è delineato chiaramente il modello dei due sessi: un sesso "forte", che doveva procurare il cibo e difendere il territorio, e un sesso "debole", che doveva accudire la prole. Per millenni questo "schema organizzativo" ha essenzialmente determinato i rapporti sessuali, stimolando la produzione di ormoni maschili nell'uomo e femminili nella donna.
Oggi la riduzione delle differenze dei ruoli fra i due generi ha innegabilmente ridotto anche la polarità fra i sessi, incidendo di conseguenza sulle regole dell'attrazione sessuale. Si sa che in natura poli diversi si attraggono, mentre quelli uguali si respingono.
Questo non vuol dire, però, che andiamo verso un'umanità asessuata e sterile (anche se l'aumento della sterilità è un dato obiettivo su cui intervenire), ma che stiamo evolvendo verso una nuova sessualità, più ampia, che può comprendere anche il travestitismo, appunto come materializzazione del desiderio ancestrale di accoppiarsi con l'Ermafrodito.

Accettare i transessuali non vuol dire ignorare la loro esistenza e soprattutto i loro problemi. Il transessuale spesso soffre dal punto di vista psicologico di un disturbo che si chiama dell'identità di genere, vale a dire che la sua identità sessuale non corrisponde a quella psicologica. Sono persone comunque con un'evidente fragilità, che possono molto facilmente finire per essere manipolate e sfruttate.
Per questo, piuttosto che gridare allo scandalo, o voltare la testa dall’altra parte, io credo che dovremmo pensare a come integrarli civilmente nella nostra società.
Umberto Veronesi - OK La salute prima di tutto.

Fonte:http://www.ok-salute.it/sesso-psicologia/09_a_veronesi-pensieri-trans.shtml

 

In Albania, il Parlamento approva due leggi contro l'omofobia


Il Parlamento ha emendato il Codice Penale aggiungendo la definizione dei crimini d’odio, così vengono chiamate le azioni violente motivate da pregiudizi rispetto a orientamento sessuale, identità di genere, razza, etnia, fede religiosa, handicap, etc.

L’Albania a un tiro di schioppo dall’Italia, l’Albania che crediamo di conoscere attraverso i lavoratori immigrati, l’Albania, dove si captano le nostre reti televisivi, e si vedono i nostri programmi abbaglianti di lustrini e lamè, porta in parlamento due leggi contro l’omofobia.
Una lezione di civiltà e di giustizia sociale, sulle tematiche LGBT. E l’Italia dimostra tutta la sua arretratezza, ritardi, promesse non mantenute, difficoltà ad affrontare l’argomento.

Il Parlamento albanese ha emendato il Codice Penale aggiungendo la definizione dei crimini d’odio, così vengono chiamate le azioni violente motivate da pregiudizi rispetto a orientamento sessuale, identità di genere, razza, etnia, fede religiosa, handicap, etc.

Per frenare e perseguire la diffusione di informazioni a contenuto omofobico attraverso qualsiasi canale di comunicazione, rete compresa, iI legislatore ha approvato una nuova legge che prevede una sanzione, che da una semplice multa può arrivare fino a due anni di reclusione in base all’entità del reato.

Il risultato parlamentare è frutto della collaborazione tra più parti, le associazioni LGBT dell’Albania e il Ministro della Giustizia in carica. A contribuire è stato anche il difensore civico Igli Totozani, che ha parlato di una «rivoluzione» in grado di cambiare il corso dei diritti civili albanesi. Ha espresso soddisfazione anche il Primo Ministro albanese, Sali Berisha del Partito Democratico.

Gli unici a opporsi all’approvazione della legge sono i gruppi radicali musulmani sferrando anche un attacco hacker al sito web ufficiale della carica ricoperta da Totozani. Si sono firmati «Team musulmano fantasma».


Fonte:http://www.queerblog.it/post/58845/in-albania-il-parlamento-approva-due-leggi-contro-lomofobia

sabato 4 maggio 2013

Michaela Biancofiore. NON MI RAPPRESENTA Né COME DONNA Né COME ESSERE UMANO.

Mi chiamo Vanessa Mazza, e sono UNA trans, ne sono fiera e orgogliosa. Orgogliosa di essere ciò che sono in un contesto che lo rende molto più difficile essere qualcos'altro, ...E Michaela Biancofiore. NON MI RAPPRESENTA Né COME DONNA Né COME ESSERE UMANO.

venerdì 3 maggio 2013

Micaela Biancofiore, omo-transfobica :nominata sottosegretario alle pari opportunità.

Alle Pari Opportunità troviamo Micaela Biancofiore (PdL). che disse:

Ribadisco il mio no ai matrimoni gay. Sono dell’opinione che le unioni gay non siano assolutamente una priorità per gli italiani e che ora sia importante garantire la stabilità economica ai nostri connazionali: la loro necessità è portare a casa il cibo, pranzo con cena.

Gli italiani sono tendenzialmente contrari ai matrimoni gay perche noi restiamo un popolo profondamente cattolico.

Ed ecco un’altra perla del Biancofiore pensiero:

Chi va con i trans ha seri problemi di posizionamento sessuale. Capisco i trans che si operano, ma non vedo perché si dovrebbe consentire un matrimonio tra un “uomo uomo” e un “uomo che vuole sembrare donna e mantiene l’organo maschile”. Lo apprezzerei piuttosto se facesse l’operazione. Questi mix strani mi lasciano perplessa: uno o si sente uomo o donna.

Queste affermazione contraddice gli scopi di questo Ministero, nonché i principi fondamentali dei diritti che devono essere tutelati, la posizione della sottosegretaria alle pari opportunità Biancofiore, nei confronti delle persone LGBT si rivela piene di pregiudizi e di esclusione. Mi chiedo come questa signora possa rispettare è affrontare i principi di libertà, rispetto e dignità della persona umana, che questo ministero rappresenta.

A questo punto , Grazie Letta, ora la comunità gay, lesbiche e transessuale italiana, non dovranno più sforzarsi di capire il perchè il PD è morto definitivamente.

World Press Freedom Day








Si celebra oggi la 20esima Giornata Mondiale per la libertà di stampa (World Press Freedom Day) promossa dall'Unesco, quest'anno dedicata ai giornalisti imprigionati in tutto il mondo, un momento per riflettere non solo su ciò che sono tradizionalmente considerati come libertà di stampa, ma anche sulla capacità del comune cittadino di condividere e accedere alle informazioni tramite le reti digitali.



Fonte:http://tumblr.thefjp.org/post/49509405649/world-press-freedom-day-2013

martedì 30 aprile 2013

LE INVISIBILI - clandestine con permesso di soggiorno



Il progetto "Le Invisibili" nasce dall'esigenza di porre fine al silenzio socio-istituzionale rispetto alla questione transgender, per dare voce e volto a quelle persone che vivono quotidianamente l'istigazione alla negazione di sè, da parte di un impianto culturale oppressivo, respingente etero sessista e binario.

Per questo  cerco persone transgender mtof che vivono una condizione di disagio, esclusione, emarginazione e violazione di ogni genere e matrice, anche istituzionale. Per coloro  che vivono una transizione "non serena" e non autodeterminata.  Tutto per la realizzazione di un corto, visto che il ministero delle pari opportunità lo fa per l'omofobia, noi ce lo facciamo da sole.

Perchè la questione transgender non trova dibattito in Italia.

Questo progetto si rivolge nello specifico alle transgender mtof perchè dati, studi e testimonianze ci confermano che gli ftom sono meno riconoscibili, trovano con più facilità occasioni di affermazione ed inserimento socio-lavorativo. Non destrutturano il genere dominante (quello maschile), ma lo ricercano nella sua riaffermazione. Noi mtof rompiamo la cultura patriarcale/etero-sessista, negando il genere maschile, quello dominante. Per questo rappresentiamo un "pericolo" culturale/sociale/politico.

Per questo, ed altro ancora, tornando al progetto, occorre solo fare brevi riprese video con proprio pc o con una videocamera della durata di 5 minuti, in primo piano e con uno sfondo bianco o possibilmente chiaro e senza oggetti per dare una continuità cromatica di sequenza all'intero video che sarà in bianco e nero. Segnalare brevemente la propria condizione e il tipo di disagio che si vive all'interno della rete sociale e familiare, istiuzionale, lavorativa... 

Questi mini video vanno spediti alla mia mail - lauradenus@gmail.com - ne verranno selezionati 8, che io stessa provvederò a montare e produrre. Vi prego di far girare anche nei gruppi ai quali siete iscritti/e. Per maggiori info scrivete alla mia mail o consultate la pagina facebook al progetto. Grazie!



Di Laura Denu 
Fonte: http://leinvisibili.blogspot.it/

"♥♥ LARA FABIAN ♥♥ Le Secret ♥ “Deux ils, deux elles”


Lara Fabian con “Deux ils, deux elles”' un nuovo inno che mette in evidenza le coppie gay. Un cenno in questo periodo significativo di omofobia disinibita.




GAY HELP LINE 800 713 713 - SPOT 2012 - PRONTI AD ASCOLTARTI !

Spot contro l'omofobia nello sport, ambientato durante una partita di calcio, prodotto con il sostegno della Regione Lazio, musiche di Marco Guazzone & Stag, prodotto da BuettoHouse con regia di Alessandro Guida, fotografia di Davide Manca, montaggio di Marco Careri. Categoria: